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Dog ‘n child

Buongiorno a tutti!!!
Scusare la mia lunga assenza dal blog ma questo è stato un periodo pieno di studio. Come sapete amo così tanto gli animali tanto che la mia priorità è proprio il loro BENESSERE…infatti ho conseguito il titolo di Toelettatore e adesso sto studiando per diventare Assistente Veterinario. Ho inoltre partecipato a due corsi inerenti alla Cinofilia perchè io AMO stare a contatto soprattutto col “cane di canile”, il quale mi regala ogni volta un carico di emozioni pazzesco, comprensibile solo da chi ha dato una piccola possibilità e dedicato un pò del suo tempo a questi piccoli esserini.

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A proposito…oggi ho avuto una discussione sull’argomento “cane vs bambino”, mi sono sentita chiedere con tono incazzoso “perchè tu paragoni un cane ad un bambino??” …EBBENE SI!!! Cane e bambini per certi versi sono molto simili, le loro stesse esigenze sono molto simili, ad esempio:
– sia il cane che il bambino hanno BISOGNO di svolgere attività fisiche e mentali… NON È SUFFICIENTE laciarli uno in giardino ed uno davanti ai cartoni animati!!! Vanno portati in mezzo ai loro simili a giocare ed a socializzare;
– dal punto di vista economico COSTANO: mettendo come età ipotetica 15 anni si può dire che se godono di un buono stato di salute, quando il bambino cresce, a quell’età comincerà a chiedere i soldi per le prime uscite il sabato sera con gli amici e le prime vacanze da solo, oltre ai bisogni “scolastici”, mentre il cane a quell’età è ANZIANO e comincerà ad avere problemi alle articolazioni, magari diventerà sordo o non ci vedrà più tanto bene e quindi le sue esigenze cambieranno, avrà bisogno di più cure, di più attenzioni e vorrà li te al suo fianco in qul momento, non la dog-sitter o qualcun altro, AVRÀ BISOGNO DEL TUO TEMPO!!!

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Esempio di BASSOTTO FELICE 😆 ❤️ …mio nipote Achille!!!

Questa discussione è nata perché io personalmente non ritengo particolarmente corretto che tante persone vanno a prendere cani e bambini “per schiaffarli ai nonni” rispondendoti che l’asilo e la baby-sitter costano, hanno 1700 euro per andare a Ferragosto una settimana a Rimini ma non hanno soldi per lasciare in pensione il proprio cane, costa troppo, cè crisi ed è troppo sbattimento lasciare perdere la movida per cercare una struttura magari in una località diversa che ti costa magari meno ma che accoglie cani e bambini…troppo sbatti ti dicono…allora meglio lasciare figli e cagnetto ai nonni!!! Meno fatica, meno costi,,,e meno responsabilità!!!
Su questo io non sono affatto d’accordo!!! Io sono dell’idea che se vuoi la bicicletta… DEVI PEDALARE (tu e non gli altri)!!!
Se non si ha la disponibilità a spendere, i soldi ma soprattutto il proprio tempo è meglio che i cani e i bambini li lasciamo dove sono. NON SONO GIOCATTOLI che si portano a casa e si piantano li, facendogli cambiare le pile “a qualcun altro” quando sono scariche!!!
Tu devi essere l’educatore del tuo cane e tu ti devi occupare di crescere tuo figlio. Loro, entrambi, hanno bisogno di te e del tuo tempo, delle tue attenzioni, e ricoleegandomi alla premessa fatta all’inizio di questo articolo, voglio concludere dicendo che proprio GRAZIE ai cani di canile, ho potuto notare più volte che all’apice dei loro bisogni primari (quindi acqua, cibo e sonno), cè l’appagamento e la consapevolezza di sè e del proprio essere, valori che possono acquisire SOLO col tuo aiuto.

Baci e a presto.
La Vostra Blogger 😘

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Chemistry comunication

 

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Parliamo ancora una volta di gatti. La comunicazione chimica è quella degli odori, la quale utilizza i ferormoni come messaggeri. La prima forma di comunicazione è quella territoriale, dove attraverso l’urina mettono una “firma” appunto sul territorio, marcandolo. Infatti annusando capiscono se di li è passato un gatto estraneo o uno del loro gruppo, quanto tempo è trascorso dal suo passaggio, se era un maschio o una ouna femmina, vecchio o giovane, il rango a cui appartiene…un sacco di informazioni quindi!!! Questo comportamento è tipico dei maschi adulti, ma anche delle femmine nei loro momenti di “brio”, perchè così  facendo indicano ai maschi il loro stato di fertilità. Più il rango è alto, più è frequente il comportamento di marcatura territoriale. Oltre all’urina, usano anche le feci come marcatura. Infatti sul territorio altrui vengono lasciate scoperte, mentre vengono rigorosamente coperte nel proprio territorio data la scarsa probabilità che qualche estraneo individuo raggiunga il cuore del territorio e di conseguenza è rara la diffusione di parassiti.

Viene chiamata “comunicazione chimica” proprio perchè il gatto annusando un oggetto analizza chimicamente la sostanza che ha attirato la sua attenzione. Un altro comportamento consiste nello sfregare mento e guance sulla superficie interessata e viene fatto dopo aver ispezionato olfattivamente una marcatura territoriale, fatto quasi cone risposta ad una traccia odorosa. 

Atri interessanti comportamenti interessanti sono: 

  • grattare con le unghie delle zampe anteriori su una superficie, ovvero lasciano una traccia odorosa tramite  ghiandole sudoripare presenti tra i cuscinetti plantari. I graffi sono messaggi visivi ed in più il gatto può così pulirsi le unghie e controllare la loro crescita;
  • Sfregarsi su una altro gatto e rotolarsi per terra: due comportamenti servono a marcare attraverso l’ uso di ghiandole poste sul dorso, sulla testa e sulla faccia.

C i sono vari dibattiti sulla comunicazione chimica del gatto… Ciô che è certo è che la scienza su tal argomento, deve scoprire ancora molte cose!!!

Fonte: Etologia applicata e benessere animale vol.2 parte speciale, a cura di Corrado Carenzi e Michele Panzera, sezione Gatti scritta da C. Picco e E. Natioli

Ringrazio ancora Veronica per questo bellissimo libro di Etologia.

 

 

 

 

Eyes on me 👀

imageOggi vi parlo della comunicazione visiva del nostro amico micio. L’occhio del gatto è a forma di sfera ed ha la pupilla a forma di fessura verticale, la quale si restringe quando cè molta luce e si allarga col buio. Tutto grazie ai muscoli presenti nell’iride. In realtà anche se la pupilla del gatto si dilata tanto da permettergli di vedere anche con poca luce, nn gli permette di vedere nella totale oscurità. Essi sfruttano anche il raggio di luce più debole,,, come??   La luce riesce ad arrivare direttamente sulle  cellule sensibili che rivestono il fondo dell’occhio, ovvero la retina. Infatti quando le cellule che la compongono vengono  stimolate dal raggio di luce  producono impulsi elettrici che vengono trasmessi al cervello.  Inoltre l’occhio del nostro amico è dotato di un ulteriore strato di cellule riflettente e quindi anche il più debole fascio di luce viene così riflesso e amplificato. E proprio grazie a questo strato rende i suoi occhi fosforescenti al buio.  Le cellule della retina sono di due tipi, a bastoncello (le quali funzionano con la luce bassa ma non conferiscono la capacità di distinguere i colori) e a cono (le quali agiscono quando la luce è forte e permettono al gatto di distinguere i colori dandogli una prospettiva visiva più ampia). Grazie ai bastoncelli, che sono più numerosi dei coni, il gatto può distinguere il giallo ed il blu ma purtroppo non  tanto bene il rosso.  Essi però sono molto sensibili ad un oggetto o un animale che si muove sullo sfondo, come ad esempio una mosca. Ecco perchè la vista è estremamente importante per il nostro micio, soprattutto di notte, essendo da sempre un predatore crepuscolare e notturno.

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La mia Stellina ❤

Fonte: Etologia applicata e benessere animale  vol.2 parte speciale, a cura di Corrado Carenzi e Michele Panzera, sezione Gatti scritta da C. Picco e E. Natioli 

Ringrazio la mia amica Veronica per avermi prestato questo bellissimo libro di Etologia.